PAESAGGIO NELLA TESTA
SURPLACE ARTSPACE - VARESE
September - October 2017
Attraversare il paesaggio con lo sguardo, metterci la testa dentro.
Carpi in passato ha realizzato dei lavori indagando il tema della
scultura/paesaggio, in questa occasione ribalta il punto di vista e si
immagina un paesaggio/scultura, interpretando il tema con un'immagine
che gioca con l’ambiguità della bidimensionalità e della
tridimensionalità, con il vero e il falso, con il davanti e il dietro,
con la figura e lo sfondo.
Una suggestione di questo cambio di registro e messa in prova dialettica
dell’immagine delle opere di questa mostra è stata determinata anche
dalla sua visita alla mostra di Stefano Peroli, ospitata a Surplace
nella scorsa primavera. Le opere presentate da Peroli mostravano
silenziose ed enigmatiche teste, “teste nel paesaggio”, su uno sfondo
neutro, un limbo bianco. Carpi pensa per contrapposizione agli sfondi,
alle scenografie, ai set fotografici con i backdrops, a ciò che è dietro
il primo piano, a tutti oggetti che evocano un’immagine possibile, un
“paesaggio” che suggerisce un ambiente dell’agire. L'ambiguità
convenzionale del “fondale” ha a che fare con la dicotomia del vero e
del falso, della realtà e della finzione, e di questa alternanza a Carpi
interessano le dinamiche con cui il nostro sistema cognitivo mette
ordine al caos degli elementi, per configurare un paesaggio “immaginato”
- cioè interpretato e reinventato dal suo interno – a scapito di
un'altro “immaginario” o fantasticato.
Che cos’è il paesaggio? Quando nasce il paesaggio? Lévi-Strauss alla fine di Tristi tropici
ne evoca la “grandezza degli inizi”; Petrarca lo concretizza nella sua
ascesa verso la cima del Monte Ventoso; i pittori rinascimentali
inventano un nuovo spazio con una pittura che porta nel paesaggio,
utilizzando il modello di visione dei pittori fiamminghi, che lo hanno
indagato e forse fondato. Ipotizza l’antropologo Matteo Meschiari che la
concezione di “paesaggio” sia già presente nella nostra arcaica
modalità di pensiero. Questa è l'ipotesi che affascina e permea il
lavoro di Carpi, il quale indaga l’idea del paesaggio, accostandosi alle
sue origini antichissime, paleolitiche. Il territorio che abitavamo,
che cominciava ad essere modellato dall’uomo, il paesaggio, attraversato
e riconfigurato dalle necessità di adattamento, ha formato la nostra
“forma mentis”, il nostro sguardo e il nostro pensiero nei suoi
confronti. In aperta dialettica con il nostro vissuto, il paesaggio ha
plasmato il nostro immaginario e il nostro pensarlo che, per necessità,
lo ordina e lo interpreta “in fieri”. In questo modo, il paesaggio –
presente nella mente umana sin dai tempi della sua evoluzione primaria e
primitiva – si iscrive come traccia mnemonica e visiva, esperenziale e
memorica, astratta e misurata del nostro vissuto, come un “paesaggio
nella testa”, che Carpi rinnova e presenta spostando il nostro vedere
all'interno del paesaggio stesso.
Luca Scarabelli
CERCHIO art book exhibition
Daniele Carpi – Giovanni De Francesco – Marcello Tedesco
sept. 2017
DIMORA ARTICA, Milan
CERCHIO art book #3 offre una visione generale della ricerca dei tre artisti, descritta attraverso elementi biografici ed il racconto di alcuni progetti realizzati negli ultimi anni. Oltre alla rivista, l’esposizione nello spazio di Dimora Artica presenta un’opera inedita di ciascun artista.
Intervista a Daniele Carpi, a cura di Andrea Lacarpia
Intervista a Giovanni De Francesco, a cura di Stefano Serusi
Intervista a Marcello Tedesco, a cura di Rossella Moratto












